Petal and leaf

Published by Giant Trees Foundation 25 May 2020
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di Luigi Delloste

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Un giorno un fiore appena sbocciato perse un petalo, il quale, leggero e lento scivolò verso terra, quasi birichino, andandosi a posare vicino a una foglia.

Che cosa ti è accaduto!?” disse ella, poco convinta che fosse una decisione presa dal petalo, e lo stesso, spinto dalla conclusione degli eventi, provocata in un momento più che imprevisto, con una voce assai roca e tentennante le rispose:

"Bhe, sai, il mio piede si è avvizzito, ho perso il controllo e sono caduto!”.

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E la foglia: 

Ma guarda! Anch’io avevo il mio piede che stava seccando, e in poco tempo ho perso il mio colore, mi sono trasformata irrigidendomi e in una giornata di vento anche io sono caduta, qui, dove ora mi trovo”.

Il fiore non poteva che ribattere, sentiva di dover in qualche modo far valere la differenza, forse l’eccellenza della casta alla quale si sentiva di appartenere, in modo, da poter mantenere le dovute distanze…

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D’accordo, però tu dovevi cadere, eri secca! E poi, si sa, il mondo è pieno di foglie, tante ce ne sono che non ci si accorge neanche più di vederle… Io invece con gli altri petali ero parte del più bel fiore del luogo e tutti, incantati, ci ammiravano invidiosi, tutti plaudivano, ora, invece non rappresento più nulla e, sento, che troppo rapidamente le mie forme e i meravigliosi colori che avevo si stanno trasformando in una foggia sempre peggiore”.


I due continuarono ancor per molti giorni a discutere dell’evenienza, intanto si trasformavano; l’estate, assottigliandosi, riduceva le giornate che, sempre più brevi, lasciavano il tempo alla notte via via più fredda.

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Arrivò il vento e, con un vocione forte, ordinò a tutti che l’inverno era ormai alle porte, prossimo a gelare ogni cosa. Insomma, il petalo e la foglia non smettevano mai di parlare e nonostante costretti sotto una spessa coltre di neve, con voce sempre più flebile e avvizzita, ormai irriconoscibili, continuavano a disquisire, a scambiarsi pareri, opinioni, commenti su quanto, tempo prima, era accaduto intorno a loro.

E tutto intorno, zitto e immobile stava il resto, altri petali, altre foglie, rami, terra, radici, alberi, pietre e quant’altro.
Ogni cosa era immobile e quieta, nessuno osava dire qualcosa, eppure, loro, continuavano, sempre più miseri, con la voce più lieve, a cavillare. Ormai molto della loro forma originaria non c’era più, si stavano rapidamente trasformando in altre forme, e, finché non lo furono del tutto ancora qualche cosa da dire c’era.

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Poi, la terra fece il resto e la loro voce non si udì più. Fu allora che il silenzio più totale invase quel luogo e tutti si resero conto di quanto mutamento era avvenuto.

Il sole primaverile spuntava lontano e con i suoi tiepidi raggi toccava ogni cosa, scaldandola; a un certo punto, girando, finì proprio in quel luogo, dove si erano mescolati in un abbraccio inevitabile il petalo e la foglia. Il suo calore permise ad un piccolo seme dormiente, uscito dal fiore composto da quel petalo, di germinare.

Ne crebbe una timida pianticella che rapidamente si distese al mondo, nella sua immensa voglia di vivere con foglie e fiori pieni di petali.

Un giorno, da uno dei suoi fiori cadde un petalo…








Testo e fotografie di Luigi Delloste