Tree of the year 

Italia 2019 

Dal 7 settembre al 21 novembre (giornata nazionale dell'albero) potrai scegliere la quercia italiana che parteciperà al concorso europeo Tree Of The Year 2020! Il tuo voto permetterà all'Italia di essere rappresentata nel panorama internazionale con i suoi alberi più importanti per caratteristiche, storia, cultura e bellezza.

Puoi votare gli alberi che più ti rappresentano dando loro un punteggio sul nostro sito e sulla nostra pagina ufficiale Facebook puoi anche raccontarci perchè questi alberi sono così importanti per te. 

Vota, condividi, invita: più siamo, più voti ricevono gli alberi, maggiore sarà la rilevanza che acquisteranno a livello nazionale e internazionale e quindi anche le possibilità di tutelarli adeguatamente. 

A fine novembre verrà organizzato un convegno internazionale dove sarà presentata la quercia vincitrice. In tale occasione, la comunità di riferimento (istituzioni, associazioni e territori) potranno incontrare il comitato scientifico della Giant Trees Foundation e concordare la tipologia di intervento per la tutela e salvaguardia della pianta stessa.


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Quercia di Fossalta

La Quercia di Fossalta, o la Vecja, com'è stata familiarmente ribattezzata dagli abitanti del luogo, si trova vicino a Portogruaro, in provincia di Venezia, ed affonda le sue radici accanto alla piccola Chiesa di Sant'Antonio di Villanova di Fossalta. Cresce attorcigliata su se stessa, caratteristica che le permette di rimanere in piedi nonostante il tronco completamente cavo.

E’ ultracentenaria, si stima abbia circa seicento anni, con un'altezza che sfiora i sedici metri ed una circonferenza di dieci. Fin dagli anni ‘70 è stata riconosciuta fra gli alberi monumentali d’Italia.

Nonostante l'età ed i numerosi acciacchi di cui ha sofferto durante il corso degli anni, che la rendono fragile e bisognosa di continue attenzioni, avanza nella sua vecchiaia continuando a vestirsi di un fogliame brillante e rigoglioso. Una nonna attempata che esprime l'amore per la vita anche nell'incertezza di quel che sarà il futuro.

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Quercia delle Checche

La Quercia delle Checche (il nome deriva dalla grande quantità di gazze che trovano riparo tra i suoi rami) è stata riconosciuta come il primo monumento verde in Italia e sua la ruvida corteccia è ammantata di storia e di racconti popolari che l'hanno accompagnata lungo i suoi trecento e cinquant' anni

Sorge in Val d'Orcia, in provincia di Siena e si leva verso il cielo per quasi venti metri d'altezza allungando le sue braccia per oltre 25 metri.

Tanto tempo fa faceva parte di un intero bosco di querce ed è sopravvissuta al taglio solo per la sua imponente mole. Ha conosciuto ben più di una guerra,  ed è stata utilizzata anche come nascondiglio da parte dei partigiani durante il secondo conflitto mondiale. Purtroppo non ha potuto difendersi dall'insipienza dell'uomo amplificata da eventi atmosferici che, in tempi più recenti, l'hanno pesantemente danneggiata. 

Nonostante il crollo di due importanti branche, le cure amorevoli di volontari e tecnici le hanno permesso di attrarre visitatori da ogni dove e di continuare a offrire riparo agli uccelli che le tengono compagnia.

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Leccio dell'Etna

Lo chiamano anche il “llice di Carrinu”, a memoria del vecchio proprietario del terreno in cui affonda le sue radici. E' un grosso leccio, nato lungo le falde dell’Etna, vetusto ed imponente benché circondato da piante più giovani nate dai suoi semi e da un terreno scosceso e desolato.

Si erge per più di venti metri su con una chioma che si espansde per oltr 40 metri di diametro, poggiando fin quasi sul terreno i possenti rami dal caratteristico fogliame scuro. La sua voglia di vivere sfida da centinaia d’anni le ire del vulcano e delle colate laviche che lo rendono un simbolo di imponente resistenza. Forse è stata avvantaggiata dall'essere nata su una collinetta che l' ha protetta dalle frequenti  colate che arrivano fin quasi a lambirla.  La vecchia quercia mantiene tutti i suoi figli attorno ad equa distanza facendo rispettare con dolcezza ma anche con autorevolezza il suo spazio vitale.

Non la si raggiunge facilmente: la sua visita richiede una conoscenza del territorio ma sicuramente è un'escursione affascinante nella natura siciliana.

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Quercia Vallonea di Tricase

La Quercia Vallonea di Tricase è l'albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.  E' candidata a diventare patrimonio nazionale dell'UNESCO e nell'anno 2000 il WWF l'ha identificata come "Albero-Simbolo" del Salento e della Puglia

Questa specie è  poco rappresentata sul territorio nazionale e quindi anche per questo ancora più preziosa. 

Come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate nelle tradizioni locali sui grandi alberi, per questo la Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come "Quercia dei cento cavalieri". Si narra, infatti, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un forte temporale . 

La quercia ha sempre rappresentato per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all'economia locale perché dalle sue ghiande si ricavava il "tannino", una sostanza utilizzata nella concia delle pelli.


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Carolina Venturini - Coordinatore della comunicazione e delle relazioni pubbliche per il progetto Tree of the Year Italia 2019.

E-mail: venturinicomunicazione@gmail.com

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