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Spedizione in Nuova Zelanda - 2013

Nella terra dei Maori

La terra dei Maori, è sempre stata pubblicizzata come uno degli ultimi regni intonsi della natura. Abbiamo esplorato quasi tutta l’isola del nord in tre mesi di permanenza, lavorando anche con le ditte che si occupavano di manutenzione e gestione dei boschi e dei giardini, ma abbiamo dovuto arrenderci all’idea che la sua bellezza e la sua unicità è stata, purtroppo, irrimediabilmente distrutta dall’arrivo dei primi colonizzatori e dalla loro cupidigia.

Luogo ed esploratori

Riserva forestale Waipoua Kauri, Isola del Nord, Nuova Zelanda, Oceania.

Il Territorio

"La Nuova Zelanda, è uno stato insulare dell'Oceania, posto nell'oceano Pacifico meridionale, formato da due isole principali, l'Isola del Nord e l'Isola del Sud, e da numerose isole minori come l'Isola Stewart e le isole Chatham."

"La latitudine della Nuova Zelanda (da 34 a 47° S) corrisponde all'incirca a quella dell'Italia, nell'emisfero boreale. Tuttavia il fatto di essere in mezzo all'Oceano rende il clima diverso da quello italiano. Le piogge sono più intense e frequenti."

"La Nuova Zelanda possiede moltissimi parchi forestali. Circa il 30% del territorio è protetto."

La Nuova Zelanda in cifre

  • Superficie: 267.710 km2

  • Popolazione: 4.578.900 ab. (stimati a marzo 2015)

Fonti: Wikipedia, WWF
  • Andrea - responsabile scientifico (Italia)

  • James - esperto botanica locale e treeclimber (Nuova Zelanda)

  • Luke - treeclimber e coordinatore (England)

  • Pietro - treeclimber (Italia)

  • Elia - treeclimber (Italia)

  • Federico - treeclimber (Italia)

  • Alessandra - fotografo (Italia)

  • Doria - responsabile logistica (Italia)

I NUMERI PRICIPALI

Km percorsi: 5.131

Durata spedizione: 3 mesi

N° alberi misurati: 21

Principali località esplorate: 3

N° specie arboree censite: 9

Pianta più alta misurata: 69,20 m

Pianta più grossa: circonferenza 16,79 m

Località n° 1

Foresta Waipoua, Wekaweka. Isola del Nord, Nuova Zelanda. Oceania

Località esplorata: Foresta Waipoua

Regione: Wekaweka

La Foresta Waipoua Kauri conserva alcuni dei migliori esempi di foresta kauri rimasti in Nuova Zelanda.
È notevole per avere due dei più grandi alberi kauri viventi, Tane Mahuta e Te Matua Ngahere.
Il Te Matua Ngahere, è l'albero kauri più grande in Nuova Zelanda per circonferenza e il secondo più grande per volume, e si stima che abbia dai 2.000 ai 3.000 anni.

Informazioni generali della regione

  • Superficie: 3.189 km2

  • Popolazione 43.959 (2006)

  • Temperatura media: 20 °C

  • Precipitazioni medie di 1.400 mm.

  • Economia locale: L'economia del Distretto si basa principalmente sull'agricoltura, sull'industria legata al legname e alla vinificazione.

Fonti: Wikipedia, WWF

Alberi giganti della Foresta Waipoua della Nuova Zelanda

"Siamo andati alla scoperta di questi ancestrali progenitori dei Maori, altrettanto orgogliosi e fragili, per avvicinarli e misurarli col dovuto rispetto, nei pochi santuari ancora a loro riservati."

01. Agathis Australis "Tane Mahuta (The Lord of the Forest)"

    Curiosità

  • Volume 244,5 mc - altezza tronco libero 17,7 metri
  • Nome proprio: Tane Mahuta Lord of the Forest
  • Nome comune: Kauri tree
  • Nome scientifico: Agathis Australis
  • Circonferenza: 15,44 m
  • Altezza: 46,2 m
  • Età: 2000 anni (stimata)
  • Località: Waipoua Forest (Wekaweka) Nuova Zelanda

02. Agathis Australis "Te Matua Ngahere"

    Curiosità

  • Volume 208 mc - altezza tronco libero 10,21 m probabilmente l'albero più vecchio della Nuova Zelanda e forse il più vecchio albero al mondo di una foresta pluviale tropicale.
  • Nome proprio: Te Matua Ngahere
  • Nome comune: Kauri tree
  • Nome scientifico: Agathis Australis
  • Circonferenza: 16,79 m
  • Altezza: 37,3 m
  • Età: 2500 anni (stimata)
  • Località: Foresta Waipoua (Wekaweka) Nuova Zelanda

Località n° 2

Mangapehi, Waikato sud, Isola del Nord, Nuova Zelanda. Oceania

Località esplorata: Mangapehi

Regione: Waikato

Situata nell'Isola del Nord, confina a nord con la regione di Auckland e l'Oceano Pacifico a est con la Bay of Plenty, a sud con Hawke's Bay, Wanganui-Manawatu e Taranaki e infine ad ovest con il Mare di Tasman.

Waikato è una delle regioni più calde della Nuova Zelanda con una temperatura media giornaliera di 20°C.

Informazioni generali della regione

  • Superficie: 25.598 km2

  • Popolazione 413.100 (2011)

  • Temperatura media: 20 °C

  • Precipitazioni medie di 1.150 mm.

  • Economia locale: L'economia del Distretto si basa principalmente sull'agricoltura, sull'industria legata al legname e alla vinificazione. Qui si trova anche una miniera di carbone.

Fonti: Wikipedia, worlddata.info.

Alberi giganti di Mangapehi (Sud Waikato) Nuova Zelanda

"A sud di Waikato, nella foresta di Mangapehi abbiamo intrapreso la sua ricerca avventurandoci tra le umide chiome."

03. Podocarpus Totara "Pouakani (Totara)"

    Curiosità

  • Il Pouakani è il totara più vecchio al mondo
  • Nome proprio: Pouakani
  • Nome comune: Totara
  • Nome scientifico: Podocarpus totara
  • Circonferenza: 12,18 m
  • Altezza: 42,7 m
  • Età: 1800 anni (stimata)
  • Località: Mangapehi (Sud Waikato) Nuova Zelanda

Località n° 3

Cascade Kauri Regional Park (Auckland) Nuova Zelanda

Località esplorata: Cascade Kauri Regional Park

Regione: Auckland

"La regione di Auckland è una delle 16 regioni della Nuova Zelanda, comprende l'area metropolitana di Auckland, aree rurali e le isole del golfo di Hauraki."

"La regione di Auckland è di gran lunga quella che esprime la maggior concentrazione di attività economiche dell'intera Nuova Zelanda."

Informazioni generali della regione

  • Superficie: 4.894 km2

  • Popolazione 1.495.000 (Giugno 2016)

  • Temperatura media: °C

  • Precipitazioni medie di 1.250 mm.

  • Economia locale: L'economia del Distretto si basa principalmente sul turismo, sull'agricoltura e sull'industria.

Fonti: Wikipedia, worlddata.info.

Alberi giganti del Cascade Kauri Regional Park (Auckland) Nuova Zelanda

04. Agathis Australis "King of the Forest (Kauri tree)"

    Curiosità

  • Il Kauri tree è forse uno dei Kauri più alti del mondo, altezza prima branca 19,30m
  • Nome proprio: King of the Forest
  • Nome comune: Kauri tree
  • Nome scientifico: Agathis Australis
  • Circonferenza: 9,7 m
  • Altezza: 46,4 m
  • Età: 1000 anni (stimata)
  • Località: Parco Regionale Kauri (Auckland) Nuova Zelanda

La spedizione

Timeline con i momenti più significativi della spedizione nella terra dei Maori

01

14 ottobre 2013 Partenza

Abbiamo organizzato questa spedizione pieni di speranze, ci aspettano 4 mesi di lavoro e di scoperte in quella che può essere definita come una delle ultime frontiere per noi esploratori di grandi alberi. Gli antichi Kauri ed i grandi Totara della Nuova Zelanda si lasceranno conoscere?

02

17- 21 ottobre 2013 Prime difficoltà

L’impatto con la pragmaticità dei Kiwi, contrapposta alla spiritualità dei Maori, ci ha creato non poche difficoltà. Sopratutto il linguaggio quotidiano risente di questa dualità, per cui è stato necessario imparare in primis i nomi degli alberi nel complesso gergo locale.

03

22 ottobre – 29 novembre 2013 L’avanscoperta

Lo studio dei “Kauri dal pregiato legno d’oro” ha richiesto al nostro “Indiana Jones degli alberi” ben più di un mese, poiché gli antichi brandelli di foreste di questa specie rimasti intonsi, pur se non enormi, sono sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio della non piccola Isola del Nord.

04

30 novembre – 9 dicembre 2013 Tutto è pronto

Andrea ha effettuato i sopralluoghi necessari per individuare le località dove crescono le piante che vogliamo misurare e studiare: sono Metrosideros, Kauri e Totara tipici della flora locale, ma anche sequoie ed eucalipti, i quali hanno trovato un clima favorevole alla loro crescita.

05

10 - 21 dicembre 2013 Il team

Il resto della squadra ha raggiunto Andrea: per prendere confidenza con i diversi ambienti e per testare la nuova attrezzatura, abbiamo misurato mediante direct tape drop la sequoia più alta della Nuova Zelanda e un eucalipto di oltre 60 metri.

06

27 - 30 dicembre 2013 Totara

Dopo aver dormito con le nostre amache appesi tra i rami “radicanti” di millenari Metrosideros, abbiamo affrontato il più vecchio e più grande Totara del mondo, con i suoi oltre 11 metri di circonferenza e 1800 anni di età.

07

3 - 10 gennaio 2014 Kauri

Questi alberi non si posso arrampicare: la loro corteccia, nonostante la loro veneranda età, rimane sottile e fragile. Occorre stare attenti a non infettare le loro delicate radici o i loro teneri germogli. Siccome puoi introdurre patogeni killer per questi alberi anche solo camminando nella foresta Abbiamo dovuto disinfettare tutte le attrezzature, gli strumenti ed il nostro vestiario. Infine, siamo saliti indossando particolari calzature (5fingers). Tutti questi preparativi ci hanno tolto molto tempo, così la notte ci ha sorpresi mentre eravamo ancora in pianta, costringendoci ad aspettare l’alba senza poter scendere.

La spedizione - La storia

La terra dei Maori, è sempre stata pubblicizzata come uno degli ultimi regni intonsi della natura.

Kauri

Abbiamo esplorato quasi tutta l’isola del nord in tre mesi di permanenza, lavorando anche con le ditte che si occupavano di manutenzione e gestione dei boschi e dei giardini, ma abbiamo dovuto arrenderci all’idea che la sua bellezza e la sua unicità è stata, purtroppo, irrimediabilmente distrutta dall’arrivo dei primi colonizzatori e dalla loro cupidigia. Le enormi foreste di Kauri millenari (Agatis australis) sono state devastate e distrutte per vendere in tutto il mondo il suo famoso “legno d’oro” e i prodotti da esso derivati. Forse nessun albero è stato così sfruttato in ogni sua parte come questo patriarca, che copriva con le sue foreste praticamente tutta l’isola del nord e che costituiva il tessuto vitale all’interno del quale le tribù locali si muovevano e da cui traevano sostentamento. I Kauri avevano dissodato, in millenni di esistenza, le grandi colate vulcaniche, trasformandole in soffice e vitale terreno, avevano modificato il clima dell’isola con la continua traspirazione delle loro chiome e con l’imponente loro ergersi a controllare gli sferzanti venti oceanici, avevano creato una foresta unica nel suo genere, per specie e per complessità.

Ma i primi coloni europei avevano subito adocchiato quegli enormi fusti di oltre quattro metri di diametro che si ergevano verso il cielo privi di rami e di nodosità per oltre 20 metri e che una volta tagliati, a causa del loro lentissimo accrescimento, si mantenevano inalterati e imputrescibili senza alcun bisogno di stagionatura.
Si erano subito accorti delle potenzialità di quel legno durissimo e bellissimo, vergato di fibre color oro, della incredibile possibilità di produrre tavoloni immensamente larghi e lunghi, praticamente impossibili da reperire altrove.
Avevano così iniziato un’operazione di disboscamento e esportazione via nave di legname fino ad allora senza precedenti. Milioni di tonnellate di legname di Kauri partivano quasi giornalmente dalla Nuova Zelanda per arrivare in Europa e in America. Una volta esauriti gli alberi vicino alle coste, costruendo chilometri di strade nelle foreste vergini, i nuovi padroni dell’isola hanno depredato anche la foresta all’interno.

Alcuni coloni si erano anche accorti che arrampicando con ramponi e piccozze gli alberi ancora vivi, l’essudato prodotto nei mesi successivi per cercare di riparare le ferite, quella resina color oro brillante, poteva essere raccolta e utilizzata per produrre i primi prodotti simil plastica, il primo linoleum. Hanno iniziato così ad arrampicare per centinaia di volte questi tronchi diritti e bellissimi, ma con una corteccia sottile e delicata, per raccogliere tutta la resina possibile, ferendo ripetutamente questi giganti fino a ucciderli. Le enormi ceppaie che rimanevano nella foresta venivano divelte per utilizzare la radica e così facendo si sono accorti che il terreno era pieno di piccoli pezzi di resina ormai fossile. La preziosissima ambra. Trincee chilometriche e profonde parecchi metri, scavate a mano dai cercatori hanno allora setacciato tutto il terreno dove un tempo vivevano gli immensi Kauri, creando poi una superficie ben livellata e un suolo adatto al successivo pascolo delle pecore. Ma scavando l’ambra alcuni si sono accorti che si potevano trovare ancora intatti anche grossi tronchi di foresta primigena, sepolti da humus e dal tempo. Alcuni di questi fusti imperiosi sono stati estratti da quasi 90 metri di profondità e rivenduti all’estero come quello che oggi viene chiamato il famoso legno di palude, vecchio di oltre 40.000 anni.

Da quasi 100 anni oramai in Nuova Zelanda i pochi Kauri millenari rimasti sono protetti e tutelati, ma il clima è drasticamente cambiato, tanto che queste piante non riescono a riprodursi e si ammalano facilmente, pur crescendo in quello che un tempo era il loro regno incontrastato.

Siamo andati alla scoperta di questi ancestrali progenitori dei Maori, altrettanto orgogliosi e fragili, per avvicinarli e misurarli col dovuto rispetto, nei pochi santuari ancora a loro riservati. Abbiamo incontrato per primi nella Waipoua Forest “Te Matua Ngahere” (Father of the Forest) tra i più vecchi esseri viventi della Nuova Zelanda, con 16,70 cm di circonferenza a petto d’uomo (12° al mondo) e un’altezza di “soli” 38 metri in quanto una tempesta gli ha spezzato una delle branche più alte nel 2007 e il “Tāne Mahuta”(Lord of the Forest) che è il più grosso albero di kauri (in volume) attualmente vivente e di certo il più famoso. Con i suoi oltre 15 metri di circonferenza e 45 metri di altezza e oltre 500 metri cubi di legname è il terzo albero con fusto unico più grande al mondo se ci esprimiamo in massa volumetrica.
Ci siamo poi spostati in un altro santuario, il Cascade Kauri Park, dove sono presenti alcuni grandi esemplari. Li abbiamo studiati e abbiamo deciso di arrampicarne almeno uno. L’abbiamo fatto scalzi, per non ferire la loro tenera corteccia, dopo aver disinfettato i piedi e tutto il materiale di arrampicata. Proprio per evitare danni alle piante millenarie e ai sui numerosi ospiti la progressione in pianta è stata particolarmente lenta e la notte ci ha sorpreso a metà della salita. Abbiamo aspettato il nuovo giorno accoccolati nell’immenso abbraccio dei grandissimi rami che ci hanno difeso dal vento freddo dell’oceano che quella notte sembrava far di tutto per farci desistere dal nostro intento.

Ma le stelle luminose del cielo australe han brillato costantemente sopra di noi facendoci compagnia e scintillando tra le spesse foglie dei Kauri e i loro rami nerboruti. Alle prime luci dell’alba siamo riusciti ad arrivare in cima e abbiamo così potuto studiare e misurare uno tra più grandi giganti della Nuova Zelanda, ribattezzandolo “King of the Forest”.

Totara

È un'altra strana conifera tipica dell’isola, anche se come genere è diffuso in buona parte dell’emisfero boreale. Sull’isola del nord però sembra si trovi il più grande e più vecchio Podocarpus totara del mondo. Ci siamo allora avventurati alla sua ricerca poiché le mirure che venivano riportate in bibliografia erano piuttosto discordanti e anche sulle mappe la sua presenza non era certa. Poukani lo chiamavano i Maori. A sud di Waikato, nella foresta di Mangapehi abbiamo intrapreso la sua ricerca avventurandoci tra le umide chiome. Fortunatamente in New Zealand non esistono insetti o animali velenosi ed è così possibile penetrare nel folto della foresta senza eccessive precauzioni. Le rapide piogge sono seguite da un sole caldo che crea una densa nebbia tra il fogliame. Il sentiero bagnato anche se poco battuto è però ben riconoscibile e anche se rischiamo spesso di scivolare sotto il peso degli zaini, pur immersi nel viscido fango ci muoviamo velocemente. In realtà il grande totara sembra essere cresciuto in una proprietà privata ma non siamo riusciti a rintracciare il padrone del terreno, per cui non abbiamo il permesso per misurarlo in treeclimbing. Gli altri membri del Team sono piuttosto preoccupati per questa mancanza, ma Andrea continua a tranquillizzarli. Non faremo nessun danno e comunque sarà un intervento assolutamente non invasivo e veloce.

È molto strano percorrere la foresta e trovarsi innanzi a un filo spinato. Ma questo è ciò che troviamo a sbarrarci la strada quando arriviamo innanzi al maestoso tronco di Poukani. Un albero immenso, con un fusto straordinario e imponente. La sua corteccia grigia che si sfalda longitudinalmente, il fusto fortemente costoluto che sorregge grossi rami ricoperti di enormi ceppi di bromeliacee ci impressiona per la forza che emana. Al contrario dei Kauri la sua corteccia è robusta e non si rovina facilmente. Nonostante utilizziamo comunque le FiveFingers per arrampicarlo. Andrea ha deciso che solo due esploratori entreranno nel recinto, mentre gli altri aiuteranno dall’esterno con le misure e le foto. Piove. Ma il sagolino sale rapido sui primi rami. Andrea e Pietro prendono la misura della circonferenza che a petto d’uomo supera i 12 metri e installano la corda. Un “Kiwi” sbuca dalla foresta chiedendoci cosa stiamo facendo. Gli spieghiamo che siamo un team di esploratori che viaggiano il mondo studiando e misurando i grandi alberi. Non sembra molto convinto della nostra spiegazione ma rimane a guardare Andrea che sale rapido fino ai primi grossi rami e si intrufola nel castello, scomparendo tra le grosse branche a circa 20 metri di altezza. Da lì, arrampicando e lanciando la corda ancora più in alto continua a salire aiutato da terra da Pietro che facilita lo svolgimento della fune e controlla i movimenti del primo esploratore. Gli altri da fuori trattengono il fiato. Il rischio più grosso è che un ceppo di bromelia si stacchi frani addosso a uno dei due operatori. Questi “arbusti” pensili e privi di radici possono arrivare a pesare oltre 100 kg e spesso hanno causato incidenti, anche mortali cadendo sopra le persone.

Ma Andrea ha imparato ad evitarli agilmente e si arrampica come un gatto fin sulla cima. Pietro nel frattempo ha raggiunto il castello ed Elia lo ha sostituito come “uomo a terra”. Da fuori il recinto spinato Alessandra e Doria cercano di documentare la misura, ma sotto la pioggia purtroppo, prima le batterie delle go pro poi quelle della macchina fotografica si esauriscono senza alcuna pietà. “Chi doveva prendere le batterie di scorta?” si sente gridare dalla cima sopra la foresta. Ma il suono si perde tra la pioggia, il vento e il canto degli uccelli spaventati senza ottenere risposta. Oramai a nulla serve arrabbiarsi. I tre tecnici procedono alla misura dell’altezza. La pianta non è enorme sorpassando di poco i 40 metri di altezza, ma è un ecosistema perfetto ed unico sopra tutte le altre chiome. I maori quando abbattevano un totara, ne piantavano subito un altro nel medesimo posto per conservare la foresta e non offendere “ Tane” il dio della foresta che li proteggeva . Ma Poukani di certo l’avevano sempre rispettato e venerato, e forse proprio per questo “Tane” aveva impedito le foto della sua incredibile chioma pur avendo concesso a due uomini bianchi di assaporare il suo profumo.