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Spedizione in Venezuela - 2015

Alla ricerca dei
Giganti Sperduti

Uno sciamano arriva in Italia per conoscere un tree-climber arboricoltore. Dal loro incontro nasce il desiderio di fare qualcosa di eccezionale, mai fatto prima. Misurare, scalandoli, gli alberi della Selva Nublada del Venezuela.

Luogo ed esploratori

Selva Nublada, Estado Yaracuy, Venezuela.

  • Andrea - responsabile scientifico (Italia)

  • Edison - guida naturalistica, treeclimber - sciamano (Venezuela)

  • Pedro - treeclimber professionista (Venezuela)

  • Fernando - responsabile logistica (Venezuela)

  • Carlos - fotografo e videomaker (Venezuela)

  • Hedilberto - insegnante e guida locale (Venezuela)

  • Lenin - aiutante di campo (Venezuela)

I NUMERI PRICIPALI

Km percorsi: 2.500

Durata spedizione: 33 giorni

N° alberi misurati: 5

N° specie arboree censite: 3

Pianta più alta misurata: 64 m

Pianta più grossa: circonferenza 19 m

Il Territorio

"Il Venezuela, situato subito a nord dell'Equatore, è considerato come uno dei paesi con la maggiore diversità ecologica nel mondo."

"Ha un clima tropicale generalmente contraddistinto da una stagione piovosa, (da Maggio ad. Ottobre) ed una secca (da Novembre ad Aprile)."

Il Venezuela in cifre

  • Superficie: 916.445 km2

  • Popolazione 31.028.637 ab. (stima 2016)

Località esplorata: La Horqueta

Regione: Yaracuy

La regione di Yaracuy situata nella zona centro-settentrionale del Venezuela presenta il clima caratteristico della savana tropicale. L'estate è molto più piovosa rispetto all'inverno.

Sulle pendici della Sierra de Aroa, ci sono giungle tropicali con imponenti alberi di grandi dimensioni, come candelo, cobalongo, ceiba, caobos, jabillos, samanes, apamates, mijaos, bucares, ecc.

Informazioni generali della regione

  • Superficie: 7.100 km2

  • Popolazione 597.721 ab.(stima 2007)

  • Temperatura media: dai 24°C ai 27°C

  • Precipitazioni medie di 1.150 mm.

  • Economia locale: agricoltura, estrazione mineraria, turismo e, in misura minore, industria.

Fonte: Wikipedia, ecc.

Alberi giganti de La Horqueta, Yaracuy. Venezuela

"Il nostro obiettivo principale era in particolare individuare alcuni degli alberi più grandi di questa enorme foresta temperata e sensibilizzare le popolazioni locali affinchè li difendessero. "

1. Gyranthera caribensis "El Pie Grande"

    Curiosità

  • Al momento della spedizione questa era l’14° specie più larga al mondo per circonferenza e la pianta più alta e più larga del Sud-America.
  • Nome proprio: El Pie Grande
  • Nome comune: Candelo
  • Nome scientifico: Gyranthera caribensis
  • Circonferenza: 17,12 m
  • Altezza: 63,43 m
  • Età: 400 anni
  • Località: Río Tupe, Sierra de Aroa
    Municipio Bruzual (Estado Yaracuy) Venezuela

2. Sloanea caribea "Juan, el Abuelo de la Selva Nublada"

    Curiosità

  • Al momento della spedizione questa era la 18° specie più larga al mondo per circonferenza, la 2° pianta più alta del Venezuela, la 5° più alta del Sud-America.
  • Nome proprio: Juan, el Abuelo del la Selva Nublada
  • Nome comune: Cobalongo
  • Nome scientifico: Sloanea caribea
  • Circonferenza: 15,43 m
  • Altezza: 53 m
  • Età: 800 anni
  • Località: La Horqueta. Municipio Arístides Bastidas
    (Estado Yaracuy) Venezuela

La spedizione

Timeline con i momenti più significativi della spedizione nella grande Selva Nublada Venezuelana

01

5 agosto 2015 L’inizio

Tutto è cominciato quando uno sciamano Venezuelano (Edison) ha suonato al portone della Tana. Voleva conoscere il nostro “Tall Tree Hunter” più famoso.

02

29 ottobre 2015 Partenza

L’incontro è stato così avvincente che due mesi dopo avevamo già organizzato insieme la spedizione “Alla Ricerca dei Giganti Sperduti” nella Selva Nublada ed eravamo pronti per partire. Erano i primi di novembre del 2015.

03

01 novembre 2015 Arrivo

La situazione del Venezuela era già esplosiva a quel tempo e per raggiungere la foresta è stato necessario nascondere le nostre attrezzature di arrampicata e di ripresa. La vita valeva molto meno di un telefonino o 50 dollari.

04

03 novembre 2015 Campo base

Arrivati a Yaracuy siamo subito andati dalle autorità forestali, all’ufficio per il turismo e all’università locale per raccogliere le autorizzazioni necessarie alla spedizione. Poi ci siamo subito inoltrati nella foresta alla volta del campo base: il bioturismo di Fernando a Santa Elena.

05

04 - 07 novembre Cobolongo 1

Nella foresta abbiamo cercato per primo il grande e misterioso Cobolongo ma senza fortuna. Secondo Carlos il grande albero “Non voleva farsi trovare, perché qualcuno non era ancora pronto”.

06

08 – 18 novembre 2015 Candelo

Per trovare misurare e studiare il secondo grande albero siamo stati una settimana nella foresta. Era un Candelo con dei contrafforti radicali incredibili, ma pieno di feroci pegones che ci hanno aggredito durante l’arrampicata, e di velenosissimi “Mapanare”. Sulla cima però i colibrì brillavano nei suoi immensi fiori bianchi.

07

19 -23 novembre 2015 Limpia

Nella Selva Nublada abbiamo arrampicato e conosciuto anche altri giganti. Ma secondo lo sciamano dovevamo passare alcuni giorni nella foresta sacra di “Maria Lionza” sulla montagna di Sorte prima di riprendere la ricerca del grande Cobolongo. Solo una “limpia” in grado di purificarci l’animo, ci avrebbe consegnato lo spirito adatto per trovare il misterioso albero che governava tutta la foresta.

08

23 - 25 novembre 2015 Cobolongo 2

Abbiamo così ripreso la ricerca del Cobolongo e questa volta l’albero aveva deciso di farsi trovare. Un immenso tronco nero e ogni ramo una foresta intera, piena di “terra di cielo” e di piante epifite incredibili ci aspettava. Ma proprio quando mancavano pochi metri alla cima è accaduto l’inimmaginabile.

09

26 - 29 novembre 2015 Epilogo

Infine abbiamo concluso la nostra incredibile esplorazione della Selva Nublada e dei suoi segreti raccontando ciò che abbiamo scoperto in una serie di incontri e di lezioni sia alle popolazioni che vivevano nella foresta sia agli studenti dell’università di Yaracuy che ai forestali e giardinieri della città.

La spedizione - La storia

Come tutte le nostre spedizioni anche questa è nata in maniera fortuita da un incontro, ma molto speciale. Uno sciamano Venezuelano ha suonato al portone della Tana (la nostra sede operativa) per cercare uno dei nostri principali esploratori di alte cime, Andrea. Voleva conoscerlo.

Aveva letto di lui e della sua organizzazione sul web. Si sono scambiati poche parole, ma subito si sono riconosciuti e piaciuti. Così nel giro di poco più di due mesi abbiamo organizzato la spedizione a Yaracuy in Venezuela alla ricerca di quelli che abbiamo chiamato i Giganti Sperduti. Alberi straordinari nascosti nella grande Selva Nublada Venezuelana. Alberi a rischio di scomparire sotto le ruspe del disboscamento selvaggio ma anche sotto i colpi delle scuri dei poveri “campesinos” che si sono ritirati nella foresta per sfuggire l’enorme crisi economica che ha colpito il paese.

Il nostro obiettivo principale era in particolare individuare alcuni degli alberi più grandi di questa enorme foresta pluviale temperata e sensibilizzare le popolazioni locali affinché li difendessero. Edison, lo sciamano, ha organizzato il team locale e predisposto tutto l’occorrente per la spedizione, Andrea, come responsabile scientifico, è giunto direttamente dall’Italia.

Siamo partiti in sordina da Caracas per non essere individuati dai ladri poiché tutta la nostra attrezzatura video- fotografica e da arrampicata certamente poteva far gola a molti e Andrea, pur avvezzo a situazioni difficili, secondo Edison, era un “dollaro che cammina”, facilmente individuabile dai malintenzionati. Nella foresta la situazione, almeno sotto l’aspetto della criminalità, era molto più sotto controllo e il campo base di Santa Elena, presso il Bioturismo di Fernando, era un luogo ideale per i necessari preparativi. La nebbia e la pioggia, quasi ogni giorno accompagnavano le nostre prime escursioni per iniziare a prendere confidenza con un ambiente forestale e un ecosistema quasi totalmente sconosciuto, soprattutto ad Andrea.

Ragni e serpenti velenosi comparivano spesso tra il folto della foresta e occorreva imparare rapidamente come muoversi e come individuare i vari e possibili pericoli. Il nostro primo obiettivo era un grande Cobalongo (Sloanea caribea) che da lontano si ergeva sopra la foresta proprio nella valle di fronte alla nostra. La sua chioma sembrava enorme disegnando una incredibile semisfera sulle chiome delle altre piante. Edison e Hedilberto, la nostra guida, l’avevano già individuato in precedenza ma quando siamo andati a cercarlo, abbiamo vagato vari giorni nella foresta senza incontrare neppure un albero di dimensioni paragonabili a quel gigante che ogni mattina usciva per primo dalla nebbia che si alzava. Secondo Carlos “l’albero si è nascosto perché qualcuno non è pronto ad incontrarlo”. E su questa inconfutabile verità, basata sulle convinzioni popolari, tutto il team locale ha deciso di passare al secondo obiettivo una volta rientrati al campo base, senza dare alcuna possibilità di replica al capo spedizione Andrea.

Il secondo albero cui volevamo “dare la caccia” e che volevamo individuare era uno tra gli alberi più alti della Selva Nublada, chiamato dai locali Candelo (Gyranthera caribensis). Partiti con due muli carichi di attrezzatura, abbiamo attraversato la foresta e impiegato una intera settimana per poterlo finalmente individuare, scalare fino sulla sommità e misurarlo in maniera scientifica. L’albero era cresciuto sulle sponde di un ruscello, con un apparato radicale spettacolare che formava quasi dei muraglioni di contenimento che avvolgevano la scarpata. L’impresa di misurarlo non è comunque stata semplice. Il primo ramo era a 35 metri di altezza e il nostro fiondone per lanciare il sagolino, dopo molti tentativi si era rotto. Con una riparazione di fortuna e un lancio ancor più fortunoso siamo riusciti a raggiungere il primo ramo ma un enorme nido di quasi due metri di diametro di pegones (imenotteri appartenenti al genere Melipona) ci sbarrava la strada. Una volta compreso che queste api potevano comunque “solo mordere” riusciamo a oltrepassare, non senza difficoltà, il grande nido che occupava quasi metà fusto. Ma poco oltre un altro attacco di imenotteri, questa volta di piccolissime ma terribili Flamingas che si attaccavano ovunque, soprattutto sugli occhi, ci rende difficile procedere.

Siamo a oltre 45 metri di altezza e tutti i grandi alberi della foresta iniziano a stare sotto i nostri piedi. E proprio il vento che inizia a soffiare tra i rami fa sparire le voraci api.

Procediamo con cautela per non disturbare questo mondo incantato e finalmente riusciamo a salire sul ramo più alto e a misurare il primo gigante del Venezuela con la tecnica della direct drop line. Spendiamo altri due giorni per ripetere i rilievi e per un importantissimo incontro con la popolazione locale. Gli abitanti, avvisati della nostra spedizione infatti, hanno inviato una delegazione, comandata dalla donna più anziana del villaggio, per informarsi su quello che stiamo facendo. Hedilberto ci fa da interprete, così spieghiamo agli anziani l’importanza di conservare questo e gli altri giganti della Selva Nublada. Abbiamo quindi misurato altre piante nella foresta, tra cui alcuni incredibili Ficus insipida, ma lo spettro del grande Cobalongo che era fuggito davanti ai nostri passi ci aveva lasciato l’amaro in bocca. Forse, dopo la “limpia” alla sacra montagna di Sorte, si sarebbe fatto trovare.

Edison infatti, memore di quanto aveva detto Carlos, ci ha portato a purificarci secondo le usanze rituali del culto di Maria Lionza; la piccola indo-ispanica dea della fecondità e della “naturaleza”, molto venerata in Venezuela. All’interno della foresta, a ritmo degli incessanti tamburi, ricoperti dal fumo sacro dei sigari, ci siamo immersi nelle acque del Río Yaracuy affinché il nostro animo fosse più in sintonia con lo spirito degli alberi.

Tornati a Santa Elena, ci impegniamo dunque in un’ulteriore spedizione per cercare l’invisibile gigante. E tra piccoli fusti intrecciati, felci e ficus, improvvisamente un enorme tronco nero ci compare davanti. Alzati gli occhi, vediamo la sua incredibile chioma sovrastare la volta della foresta e, sotto la pioggia, iniziamo titubanti a salirci. E’un albero terribile e pauroso, pieno di anfratti e insidie, serpenti e scorpioni nascosti tra le pieghe del suo fusto nero.

Ma i suoi rami sono anche tutti ricoperti di incredibile “terra di cielo”, formatasi col decomporsi di milioni di foglie morte in centinaia di anni. Su questa terra di cielo fioriscono orchidee, bromelie, felci e epifite di ogni specie. Le foglie del grande albero non si possono neppure individuare, tant’è la varietà e l’esuberanza delle piante che vivono nell’incredibile ecosistema formato dai suoi rami. Lo sciamano si ferma alla prima branca oltre 30 metri.

“Non Sali?” gli chiede il capo spedizione. “Qui c’è già tutto. L’albero mi ha già dato tutto” risponde Edison, sedendosi a contemplare quella foresta nella foresta. Allora, sotto l’arazzo delle foglie disegnate nel cielo, anche Andrea ascolta l’intero richiamo della Selva Nublada convogliato su quei rami nodosi. E contemplando un universo ancora fortunatamente inesplorato, si ferma.