L'albero, il cane e il tempo

Pubblicato da Giant Trees Foundation il 28 Aprile 2015
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Consideriamo un albero, un cane e il tempo...

Un nostro anno vale sette anni di un cane.

Considerando che un cane vive mediamente 10-14 anni e un uomo vive mediamente 75-85 anni, ci viene molto facile fare questa equazione e pensare che il cane cresce e vive in fretta.

Ma cosa succede se paragoniamo i nostri 80 anni con i 400 di una quercia?

Adottando la stessa equazione che adottiamo per il cane abbiamo semplicemente che: 5 dei nostri anni equivalgono a 1 anno per la quercia.

Diventa più semplice, così, capire quando un “vecchio” ci dice di un albero: l’ho sempre visto così grande!

Certo, perché per l’albero son passati solo 16 anni mentre per lui ne sono passati 80…

Ma questa equazione diventa molto difficile per noi… abituati al nostro antropocentrismo.

Pensare che un nostro intervento, magari una potatura, debba essere valutata, in termini di vitalità e di reazione dell’albero, in tempi di almeno 5 anni (e non da una stagione all’altra!) è quasi impossibile. Lo scorrere della vita, e quindi i tempi di reazione degli alberi, sono molto più lenti dei nostri. 

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Nella natura degli alberi "lento è bene, veloce è male". Ogni cambiamento repentino dell’ambiente circostante è un trauma per l’albero. E ci mette molto tempo per reagire. E non sempre la reazione è quella che ci attendiamo. Pensate a un albero che è cresciuto in un giardino per 60 anni. Si è strutturato sopportando i venti dominanti, la neve, il gelo etc.

In 5 anni costruiscono un palazzo davanti al giardino. La direzione dei venti e la loro intensità cambia improvvisamente. L’albero non è pronto a reagire a tale “sconvolgimento”. Nel tempo aveva costruito i suoi tessuti legnosi per sopportare un certo tipo di vento e da una particolare direzione. Aveva costruito legno di tensione e di reazione idoneo a sopportare specifiche sollecitazioni. In un arco di tempo per lui brevissimo le condizioni cambiano. Avrebbe bisogno di tempo per adeguarsi al nuovo ambiente che si è venuto a creare. Ma un vento impetuoso proveniente da un direzione inaspettata lo rompe di schianto.

Ecco allora che gli alberi son pericolosi. E bisogna tagliarli.

Invece pericoloso è non considerare nella giusta prospettiva ciò che è diverso da noi.

E non capire che il nostro orologio non è adatto a misurare il tempo di tutti i viventi.